Amate la barca a vela ma avete dei bambini piccoli e credete di dover rinunciare per qualche anno al piacere di navigare cullati dal vento? Non è detto! Ecco alcuni consigli per i genitori più impavidi, per chi desidera regalare ai propri figli fin da piccoli l’incredibile emozione di esplorare il mare a vele spiegate!

Vero è che una crociera in barca a vela dovrebbe essere un momento da dedicare a se stessi, un attimo di pace e di relax per staccare, complice il mare, da tutto e da tutti, per ricaricare le batterie e ricominciare alla grande una volta tornati a terra, ma è anche vero che quando si hanno bambini piccoli troppo spesso ci si sente costretti a dire di no a viaggi di un certo tipo e ad attività che comunemente vengono classificate come “pericolose” per i più piccoli.

Due sono, quindi, le componenti da affrontare per i genitori che vogliono portare i bambini in barca a vela: il pericolo e lo stress. La barca a vela può essere interpretata come un “grande balcone” affacciato sul mare, e i rischi sono tanti. Allo stesso modo i bambini costretti in uno spazio più o meno limitato rischiano di non lasciarci mai in pace, continuando a fare la fatidica domanda: “Ma quando torniamo a casa?”.

In realtà basta organizzarsi bene e la vacanza andrà a “gonfie vele”!

Ecco una piccola guida per i genitori che non vogliono rinunciare a portare i propri figli in barca a vela:


1.
Dotarsi di un equipaggio esperto.

E’ fondamentale perché avremo un grande aiuto per controllare i movimenti dei nostri bambini, per insegnare loro le regole dello stare a bordo, invitarli ad indossare i giubbotti di salvataggio e a non toccare strumentazioni o parti che comprometterebbero la navigazione o con cui potrebbero farsi male. L’equipaggio contribuisce inoltre a rendere la crociera più affascinante per i più piccoli che riconoscono gli uomini in divisa come persone da rispettare e da cui imparare cose interessanti sul mare e sulla navigazione.


2. Dotarsi di un kit di creme solari e di primo soccorso
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Questa è una regola importate più che un consiglio, soprattutto se non è presente un equipaggio a bordo. Creme protettive e medicinali di vario genere possono risparmiare ai bambini malanni più seri e a noi tanta ansia e stress. Basterà portare creme protettive con un fattore alto, quelle adatte ai bambini e poi antibiotici, garze, cerotti e disinfettante per le medicazioni, analgesici e magari anche chewing gum contro la nausea.


3.
Curare la loro alimentazione.

Non deve essere troppo ricca di grassi, si devono privilegiare prodotti freschi come verdura e frutta, ricchi d’acqua, un vero toccasana per chi sta molte ore al sole. Da evitare ovviamente pasti troppo abbondanti. Meglio farli mangiare più spesso ma offrendo loro quantità limitate così da evitare rischi come congestioni mentre fanno il bagno (impossibile tenere i bambini troppe ore fuori dall’acqua) o nausee quando il mare non è esattamente una tavola.

4. Coinvolgere i bambinii in attività interessanti,

come la pesca, escursioni a terra, giochi a premi (per esempio: chi conta più gabbiani vince una barretta di cioccolata), insegnare loro alcuni segreti magari leggendo un libro a tema che parla di personaggi alle prese con un’avventura in mare o testi su pesci e altre creature marine, per farli “immergere” in quello che per alcuni giorni sarà il loro “mondo”.


5.
Organizzazione degli spazi a bordo.

Quindi assicurarsi prima di tutto la presenza di una tendalina per ripararsi dal sole. I bambini, soprattutto i più piccoli, non possono prendere il sole troppe ore al giorno, soprattutto in determinate parti della giornata. Trascorrere tante ore, giorni, a bordo non adeguatamente protetti porta a conseguenze anche gravi. Importante, infine, creargli un’area giochi, uno spazio anche modesto ma sicuro dove farli giocare tranquilli e controllarli facilmente senza che inizino a disperdersi ovunque rischiando di imbattersi in situazioni pericolose.

I consigli per portare i propri bambini in barca a vela, riducendo al minimo rischi e stress, sarebbero ancora tanti ma in linea di massima osservando queste poche e semplici regole l’impresa dovrebbe trasformarsi da “impossibile” in piacevole, per noi e soprattutto per loro, alle prese con le loro prime esperienze a tu per tu con il mare.